Vi è una curiosa continuità nella storia del potere: i potenti hanno spesso cercato un luogo appartato.
Rocco Maragna
L’isola di Capri esisteva molto prima di Tiberio. Ai suoi tempi, la baia di Napoli era già diventata un luogo prediletto di soggiorno per i ricchi e i potenti di Roma: un mondo di ville, piaceri e fuga dagli obblighi della città. Tiberio non aveva creato questa seconda Roma; vi si era ritirato e, come imperatore, ne aveva fatto il proprio dominio. A Capri, la distinzione tra i due mondi divenne quasi fisica.
Vi era la Roma che Augusto aveva proclamato e restaurato: la res publica restituta — la sfera pubblica, fondata su valori condivisi, sul dovere civico e sulla convinzione che gli affari della comunità appartenessero a tutti. E vi era la Roma dei potenti: ville private, privilegio, patronato, desiderio e segretezza, un mondo inaccessibile alla maggior parte del popolo. Entrambi i mondi occupavano lo stesso impero.
Sono passati secoli, e l’isola e’ ritornata in un’altra forma—questa volta sotto gli occhi del pubblico.
L’isola di Little Saint James appartiene al nostro tempo e a un “imperatore”, chiamato Epstein.
Il paragone è inquietante. Anche qui, un luogo di bellezza era separato dalla società ordinaria, un dominio privato accessibile attraverso la ricchezza, l’invito e i legami con i potenti. E qui la natura del potere sembra essere cambiata.
Tiberio stava al vertice. Coloro che lo circondavano servivano l’imperatore. Epstein occupava un altro punto all’interno dell’architettura del potere. Non era un sovrano, eppure si comportava come un “imperatore” nel proprio mondo appartato, circondato da persone che a loro volta possedevano ricchezza, prestigio e potere.
L’Imperatore romano comandava i potenti; l’“imperatore” Americano raccoglieva intorno a sé i potenti. Eppure entrambe le configurazioni dipendevano dalla separazione. L’isola creava un confine. Al di là dell’acqua si apriva un altro mondo—un mondo nel quale l’accesso era limitato, la visibilità ridotta e il normale ordine pubblico sembrava lontano.
Tiberio poteva rimanere a Capri mentre Roma continuava a essere governata da altri. Il suo ritiro fisico non diminuiva la sua autorità; anzi, la distanza la rafforzava. Poteva rimanere sulla sua isola mentre Roma continuava a vivere sotto l’ombra del suo potere.
La differenza è che Tiberio possedeva il potere imperiale. Epstein lo metteva in scena. E forse è questo il parallelo più profondo: che una società possa sostenere due diverse misure di condotta nello stesso tempo—una per il mondo pubblico, dove la moralità, la legge e la virtù civica devono essere esibite e credute; un’altra per il mondo privato del privilegio, dove quegli stessi principi possono diventare negoziabili.
Ma è l’esistenza del secondo mondo a dare un significato all’oscurità. Le stelle brillano sopra tutti. Capri e Little Saint James sono separate da duemila anni. Non sono la stessa storia. Ma insieme ci lasciano una domanda inquietante:
“Quanti mondi possono esistere sotto lo stesso ordine pubblico prima che l’oscurità diventi parte dell’ordine stesso?”
La storia fa più che rivelare ciò che è accaduto. Rivela ciò che persiste.



